PARLA LA NATURA: LA FITOTERAPIA

Mar 28, 2026 | NATUROPATIA

“Nella Natura tutto il mondo è una farmacia che non possiede neppure un tetto”
Paracelso

La fitoterapia ha una tradizione antica ed è sempre stata presente in tutte le culture e nelle grandi medicine olistiche, rappresentando una forma d'arte. Essa è, infatti, “l'arte medica” di utilizzare le piante come terapia e intervento sulla malattia, attraverso una modalità di assunzione che varia a seconda della tecnica estrattiva.

Come tutte le unità terapeutiche delle medicine antiche anche la fitoterapia parte da un approccio analogico/filosofico. Per buona parte della storia il terapeuta era un sacerdote/guaritore che aveva il compito di guidare il malato nel processo di guarigione attraverso il ripristino dell'equilibrio dell'Uomo in armonia con le leggi della Natura. Il compito del rimedio fitoterapico era quello di ripristinare il libero fluire dell'energia attraverso l'osservazione e la consapevolezza del legame che univa l'Uomo all'Universo.

La Medicina Olistica valorizza la relazione tra Microcosmo e Macrocosmo per arrivare alla cura del malato e non della malattia, dove il sintomo è la manifestazione di qualcosa che non è in equilibrio ed è vissuto come un messaggio da decodificare per instaurare il processo di guarigione e ripristinare un nuovo equilibrio.

Le piante utilizzate in fitoterapia sono chiamate PIANTE OFFICINALI il cui termine deriva da OFFICINA: era così chiamato il laboratorio galenico (cioè farmaceutico) in cui venivano trasformate le materie prime.

Le piante officinali contengono PRINCIPI ATTIVI cioè molecole farmacologicamente attive, in grado di apportare modifiche strutturali e funzionali a cellule e tessuti. L'organo della pianta che contiene più principi attivi (fusto, corteccia, foglia ecc.) è chiamato DROGA e viene raccolta durante il TEMPO BALSAMICO, il momento di massima concentrazione dei principi attivi.

Le piante officinali producono più di un principio attivo, questo insieme di molecole viene definito FITOCOMPLESSO che fa della pianta un'unità terapeutica, la cui sinergia dei principi attivi la rendono unica e non perfettamente riproponibile in laboratorio.

La forma estrattiva con cui viene assunta la pianta è molto importante per la valenza terapeutica, vediamo le più comuni.

COMPRESSE:

la droga secca viene tritata e premuta. La validità terapeutica è molto ridotta perchè la materia prima che si utilizza è molto scadente (in genere sono gli scarti delle piante utilizzate in altre forme estrattive). L'assunzione in forma liquida è sempre da preferire.

TISANA:

viene utilizzata l'acqua per l'estrazione dei principi attivi dalla droga secca mediante infusione o decozione. Dal punto di vista terapeutico l'efficacia è ridotta perchè buona parte dei principi attivi nella droga secca non sono presenti, ma è estremamente educativo l'aspetto rituale della preparazione, assunzione e condivisione una tazza di tisana per la definizione di uno “spazio personale”, inteso come momento da dedicarsi.

OLEOLITO:

dalla macerazione della pianta fresca o secca con l'olio si ottiene un composto che viene utilizzato specie per le applicazioni locali. Le piante che più si prestano a questo tipo di lavorazione sono quelle aromatiche.

TINTURA MADRE (TM):

rimedio che ripropone in maniera più simile il fitocomplesso della pianta di provenienza, rendendo questa modalità di lavorazione e assunzione molto efficace. Viene utilizzata la pianta fresca, quindi ricca di principi attivi. Il processo di lavorazione deve avvenire molto velocemente perchè dopo già un'ora dalla raccolta la pianta perde acqua e quindi si alterano le proprietà terapeutiche. L'estrazione avviene tramite una miscela di acqua ed alcool utilizzata come solvente per veicolare i principi attivi.

MACERATI GLICERINATI O GEMMODERIVATI (MG):

anche questi sono ottenuti dalla lavorazione della pianta fresca. Rimedio elettivo per bambini e adulti perchè non presenta controindicazioni. Si utilizza il tessuto meristematico cioè tessuto ricco di cellule vegetali giovani e indifferenziate che possiedono tutte le informazioni relative all'individuo vegetale e quindi il potenziale terapeutico della pianta nella sua totalità.

I rimedi fitoterapici hanno la loro massima espressività terapeutica attraverso l'approccio olistico e non sintomatico e, quindi, non possono essere utilizzati solo come sostituti di farmaci di sintesi. Se inseriti in un processo di guarigione che trova le sue radici nell'unione di corpo, mente e spirito saranno in grado di rendere consapevole il soggetto del messaggio che lo squilibrio racchiude: è l'anima che parla e chiede semplicemente di essere ascoltata.

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